La digitalizzazione della ristorazione è l'insieme di strumenti che portano online le relazioni di un ristorante con i clienti e i fornitori: ordini e prenotazioni digitali, app di delivery e asporto, gestionale di sala e di magazzino, pagamenti, dati sui clienti. Questo articolo nacque nell'aprile 2020 con il titolo "Economia e ristorazione post COVID-19: cosa aspettarsi?", quando il delivery era l'unica attività possibile. Lo conserviamo con la sua data e lo abbiamo riscritto nel 2026 attorno a ciò che di quella fase è rimasto: la domanda di strumenti digitali da parte dei ristoranti, e come si sceglie tra piattaforme di terzi, software standard e app proprie.
TL;DR
- Nel 2020 prevedevamo che il delivery sarebbe esploso e che molti locali si sarebbero reinventati: è successo, e la parte digitale è rimasta anche dopo la riapertura.
- Un ristorante oggi sceglie tra tre livelli: le piattaforme di delivery di terzi (commissioni alte, nessun dato sul cliente), un gestionale standard (sala, cassa, magazzino) e un canale proprio di ordini e fedeltà (app o sito).
- Un'app propria conviene a chi ha più sedi, volumi ricorrenti o un marchio forte: il margine per ordine è più alto e i dati dei clienti restano in casa.
- Il gestionale va scelto per l'integrazione con cassa, pagamenti e magazzino, non per il numero di funzioni.
- WWG ha realizzato app di ordini e asporto per la ristorazione, come Tape Away, e sviluppa app e gestionali su misura.
Cosa prevedevamo nel 2020 e cosa è successo davvero?
Nel 2020 prevedevamo che le abitudini d'acquisto non sarebbero tornate le stesse per molto tempo, che le aziende avrebbero dovuto essere abbastanza flessibili da recepire il cambiamento e che la formula del delivery, già in crescita prima dell'emergenza, avrebbe subito un picco senza precedenti con l'ingresso di moltissimi nuovi utenti. È andata così.
Riportavamo l'intervista di Gambero Rosso al consulente della ristorazione Dario Laurenzi: le aziende sarebbero diventate più snelle e più ricettive verso le novità, alcune avrebbero chiuso per difficoltà pregresse aggravate dalla crisi, altre si sarebbero reinventate puntando su delivery e su proposte più accessibili. Ciò che quella previsione non poteva dire è che la parte digitale sarebbe rimasta anche dopo il ritorno nei locali: la prenotazione online, il menù digitale, il pagamento al tavolo e l'ordine da remoto sono oggi attese normali del cliente, non misure di emergenza.
Quali strumenti digitali servono a un ristorante?
Servono tre livelli di strumenti, da scegliere in base a dimensione e obiettivi: un canale per ricevere ordini e prenotazioni, un gestionale che colleghi sala, cassa e magazzino, e un modo per conoscere e fidelizzare i clienti. Molti locali partono dal primo con le piattaforme di terzi e scoprono presto i limiti del secondo e del terzo.
| Strumento | Cosa fa | Limite tipico |
|---|---|---|
| Piattaforma di delivery di terzi | Porta ordini da un pubblico ampio senza investimento iniziale | Commissioni alte per ordine, nessun dato sul cliente, dipendenza dalla piattaforma |
| Gestionale ristorante | Sala, comande, cassa, magazzino, fornitori, in alcuni casi prenotazioni | Integrazioni parziali con pagamenti e canali online, costi per sede |
| Menù digitale e pagamento al tavolo | Riduce attese ed errori di comanda | Deve parlare con il gestionale, altrimenti raddoppia il lavoro |
| App o sito di ordini proprio | Ordini, asporto, fedeltà e dati dei clienti sotto il controllo del locale | Serve investimento iniziale e promozione del canale |
La regola che diamo ai clienti è scegliere il gestionale per le integrazioni, non per l'elenco delle funzioni: se cassa, pagamenti, magazzino e canali online non si parlano, il personale finisce per reinserire a mano gli stessi dati più volte al giorno.
Quando conviene un'app propria per il ristorante?
Conviene quando il locale ha più sedi, volumi di ordini ricorrenti o un marchio abbastanza forte da portare i clienti a ordinare direttamente: il margine per ordine è più alto rispetto alle piattaforme di terzi e i dati dei clienti, dagli ordini preferiti alla frequenza, restano in casa e alimentano la fedeltà. Per un singolo locale con pochi ordini al giorno, una piattaforma di terzi o un sito con ordini integrati nel gestionale è di solito sufficiente.
Nel 2020 proponevamo ai ristoratori un'app di delivery personalizzata per continuare a raggiungere i clienti. L'esempio che portavamo, e che resta nel nostro portfolio, è Tape Away, un'app di asporto con scelta della categoria e del piatto, ordine e ritiro. Il nostro articolo su quanto costa creare un'app spiega da cosa dipende l'investimento, e la pagina dei servizi di sviluppo app mobile descrive come lavoriamo. Per i locali con più sedi, la parte di gestione e analisi si costruisce spesso come web app, come spieghiamo nei servizi di sviluppo web app.
Volete digitalizzare ordini e gestione del vostro locale? Parlatene con un ingegnere WWG: business@wwg.it.
FAQ
Domande frequenti
È l'adozione di strumenti digitali per gestire le relazioni del ristorante con clienti e fornitori: prenotazioni e ordini online, app di delivery e asporto, menù digitale e pagamento al tavolo, gestionale di sala e magazzino, raccolta e uso dei dati dei clienti. L'obiettivo è ridurre errori e attese, aumentare gli ordini diretti e conoscere chi ordina.
Quello che si integra meglio con cassa, pagamenti, magazzino e canali online già in uso, in modo che ogni dato venga inserito una sola volta. Il numero di funzioni conta meno della qualità delle integrazioni e del supporto. Per catene o locali con più sedi vale la pena valutare una soluzione configurata o sviluppata su misura.
Dipende da volumi e marchio. Le piattaforme di terzi portano pubblico senza investimento iniziale ma trattengono commissioni alte e non condividono i dati dei clienti. Un'app o un sito di ordini proprio costa all'inizio ma lascia il margine e i dati al locale: conviene a chi ha più sedi, ordini ricorrenti o clienti fedeli.
Dipende da funzioni, piattaforme e integrazioni: un'app di ordini e asporto con pagamento e notifiche costa meno di una con fedeltà, più sedi e integrazione con il gestionale. La nostra guida ai costi di un'app spiega le voci che pesano di più e come ridurle partendo da una versione minima.





