La telemedicina è l'erogazione di servizi sanitari a distanza attraverso tecnologie digitali: televisita e teleconsulto tra medico e paziente, telemonitoraggio dei parametri clinici, condivisione sicura della documentazione sanitaria. OpenHealth è il progetto con cui WWG ha proposto, nel 2021, un ecosistema open source di telemedicina come servizio, presentandolo al BandoSi 4.0 di Regione Lombardia: un insieme di moduli con il paziente proprietario dei propri dati, cifratura, standard medici FHIR e HL7, teleconsulto e televisita, e una base dati anonima aperta alla ricerca. Questo articolo, pubblicato nel gennaio 2022 e riscritto nel 2026, spiega cos'è la telemedicina oggi, cosa prevedeva OpenHealth, perché le sue scelte di architettura restano attuali e come WWG lavora oggi sulla salute digitale.
TL;DR
- La telemedicina è passata da sperimentazione a servizio ordinario: il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha finanziato una piattaforma nazionale e servizi regionali di televisita e telemonitoraggio.
- OpenHealth proponeva nel 2021 un servizio completo di Telemedicine as a Service, open source, con API integrabili nei sistemi ospedalieri esistenti.
- Le scelte chiave: il paziente al centro dei propri dati, cifrati con la sua chiave e condivisi solo con il suo consenso; standard FHIR e HL7 per lo scambio dei dati clinici; dati anonimi aperti alla ricerca.
- Il progetto nasceva da oltre vent'anni di esperienza di WWG e dal metodo agile, con sprint di due settimane e team interfunzionali.
- Oggi WWG applica quelle scelte nella piattaforma per la salute digitale e nei progetti software per strutture sanitarie, con conformità alle norme sulla protezione dei dati.
Cos'è la telemedicina e a che punto è in Italia?
La telemedicina è l'erogazione a distanza di prestazioni e servizi sanitari attraverso tecnologie digitali, in modo che medico e paziente non debbano trovarsi nello stesso luogo: comprende la televisita, il teleconsulto tra professionisti, il telemonitoraggio dei parametri clinici e la teleassistenza. In Italia è regolata da linee guida nazionali e, dal 2022, è una delle missioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che ha finanziato una piattaforma nazionale e l'attivazione di servizi regionali di televisita e telemonitoraggio.
Il cambiamento rispetto al 2021 è che la telemedicina non è più una sperimentazione: le strutture sanitarie devono integrarla nei propri sistemi informativi, con standard di interoperabilità e con il fascicolo sanitario elettronico. È esattamente il problema a cui OpenHealth voleva rispondere con un ecosistema aperto e integrabile.
Cosa prevedeva il progetto OpenHealth?
Prevedeva la realizzazione di un ecosistema open source per un servizio completo di Telemedicine as a Service, con il codice sorgente liberamente accessibile e scaricabile da qualsiasi soggetto interessato all'implementazione, e con API facilmente integrabili nei sistemi di telemedicina o ospedalieri già esistenti, per colmare il terreno mancante alla creazione in tempi brevi di sistemi completi. WWG lo presentò nell'agosto 2021 al BandoSi 4.0, la misura con cui Regione Lombardia e il sistema camerale lombardo sostenevano lo sviluppo e la messa sul mercato di tecnologie 4.0 da parte di micro, piccole e medie imprese.
| Modulo | Cosa fa |
|---|---|
| Gestione e condivisione delle informazioni | Il dato appartiene al paziente, che decide con chi condividerlo |
| Cifratura | Le informazioni sono cifrate con la chiave privata del paziente e leggibili solo dagli aventi diritto autorizzati |
| Standard medici | Scambio dei dati della scheda clinica con FHIR e HL7, per l'interoperabilità con i sistemi esistenti |
| Teleconsulto e televisita | Consulto asincrono e visita sincrona tra medico e paziente |
| Base dati aperta | Un database anonimo di dati scientifici accessibile alla collettività e alla ricerca |
| Internazionalizzazione | Multilingua e adattabilità a contesti diversi, comprese le aree meno servite |
Il piano prevedeva la costituzione di una comunità attorno a un Manifesto Open Health, la progettazione dei servizi e dell'architettura, la pubblicazione su repository pubblici con il rilascio di un primo MVP funzionante, la formazione di medici, pazienti e personale amministrativo e l'adozione in strutture pilota, soprattutto in zone disagiate. La metodologia era agile, con sprint di quindici giorni e team interfunzionali; gli strumenti, un cloud provider pubblico, la suite Atlassian e Slack.
Perché le scelte di OpenHealth sono ancora attuali?
Perché i tre elementi innovativi del progetto, il paziente proprietario dei propri dati cifrati, gli standard FHIR e HL7 e il rilascio del servizio anche solo via API, sono oggi i requisiti di qualsiasi sistema di telemedicina che voglia integrarsi con il fascicolo sanitario elettronico e con i sistemi ospedalieri. FHIR, in particolare, è diventato lo standard di riferimento per lo scambio di dati clinici tra applicazioni. (hl7.org)
Il quarto elemento, la pubblicazione di dati completamente anonimi a disposizione di enti di ricerca pubblici e privati, è il più delicato: l'anonimizzazione dei dati sanitari deve resistere alla reidentificazione e rispettare il regolamento europeo sulla protezione dei dati. Il progetto indicava anche due benefici indiretti che la pandemia aveva reso evidenti: la sicurezza del personale medico, grazie all'uso della telemedicina in tutti i casi possibili, e la riduzione degli spostamenti dei pazienti, con un risparmio di tempo e di energia e l'accesso alle risorse mediche da zone remote.
Come lavora WWG sulla salute digitale oggi?
Lavora su due fronti: una piattaforma per la salute digitale, software chiavi in mano conforme alle norme sulla privacy e sui dati sensibili, che aiuta soggetti privati e istituzioni a digitalizzare i propri flussi e la propria documentazione, e progetti su misura per strutture sanitarie che devono integrare televisita, telemonitoraggio e scambio dati con i sistemi esistenti. La piattaforma digitale healthcare è descritta nel catalogo dei prodotti.
In un progetto di salute digitale la parte tecnica è solo metà del lavoro: l'altra metà è la conformità, dalla valutazione d'impatto sulla protezione dei dati alla gestione dei consensi e alla sicurezza dell'infrastruttura, che WWG affronta con i servizi di compliance e security auditing. Per chi parte da zero, il percorso che OpenHealth proponeva nel 2021 resta valido: un MVP funzionante su un servizio, la validazione con medici e pazienti in una struttura pilota, poi l'estensione, come spieghiamo nella guida a come creare un MVP. L'esperienza di presentare un progetto software a un bando regionale è una competenza che WWG mette a disposizione dei clienti che vogliono finanziare la propria innovazione.
Avete un progetto di telemedicina o di salute digitale? Parlatene con un ingegnere WWG: business@wwg.it.
Fonti
FAQ
Domande frequenti
È l'erogazione a distanza di prestazioni e servizi sanitari attraverso tecnologie digitali: televisita tra medico e paziente, teleconsulto tra professionisti, telemonitoraggio dei parametri clinici, teleassistenza. In Italia è regolata da linee guida nazionali e, con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, è diventata un servizio ordinario integrato nei sistemi informativi sanitari.
Un ecosistema open source di telemedicina come servizio, proposto da WWG al BandoSi 4.0 di Regione Lombardia nel 2021: moduli per la gestione dei dati di proprietà del paziente, cifratura, standard FHIR e HL7, teleconsulto e televisita, una base dati anonima aperta alla ricerca e API integrabili nei sistemi ospedalieri esistenti, con un primo MVP e l'adozione in strutture pilota.
HL7 è l'organizzazione che definisce gli standard per lo scambio di informazioni sanitarie tra sistemi; FHIR, Fast Healthcare Interoperability Resources, è il suo standard più recente, basato su risorse e API web, diventato il riferimento per far dialogare applicazioni cliniche, fascicoli sanitari e sistemi di telemedicina. OpenHealth lo adottava fin dal progetto.
Un'analisi dei flussi clinici da digitalizzare, una piattaforma che gestisca televisita, consensi e dati con cifratura e standard di interoperabilità, l'integrazione con i sistemi esistenti, la conformità alle norme sulla protezione dei dati e la formazione di medici, pazienti e personale. Conviene partire da un servizio, validarlo in una struttura pilota e poi estenderlo.





