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Lean Startup batte la “vecchia scuola” 6-0

Utilizza i principi lean per far funzionare la tua nuova startup o la tua vecchia azienda

Lean Startup, per alcuni è l’unico modo per avere un nuovo prodotto o servizio che resista alla prova del mercato. Per altri, è un processo che utilizza parole “alla moda” per definire un’organizzazione aziendale equilibrata.

In realtà, Lean Startup è davvero la ricerca di una soluzione produttiva efficace dettata dalle esigenze del mercato, influenzata dai suoi cambiamenti a volte anche bruschi e che alla lunga spinge a ridefinire il concetto di innovazione in settori anche molto distanti tra loro. 

No, Lean Startup è qualcosa di generico, poco codificato, aleatorio come può essere infondo il talento utilizzato da qualche manager attempato per prevedere con anticipo le tante variabili che influiscono sulla probabilità di successo di un nuovo ciclo produttivo.

Lean Startup è il modo più deciso, ma realistico per strutturare un’attività sostenibile che fornisca prosperità economica per il fondatore, per i suoi dipendenti e soddisfare allo stesso tempo un’esigenza importante per i clienti.

Sbagliato! Lean Startup è l’ennesimo nuovo procedimento di chi si occupa di sviluppo software che desidera “allargarsi” ad altri ambiti come l’organizzazione aziendale o la direzione di impresa.

Si potrebbe andare avanti parecchio con questo botta e risposta. Al centro della questione c’è quello che è stato definito Validate Learning, il processo che dovrebbe essere messo in atto per capire la reazione di un mercato a un determinato input. Si può praticare in maniera strutturata, sfruttando strumenti digitali che lo rendano misurabile oppure è una pratica inutile? Ecco sei questioni a cui prestare attenzione per scoprire se la metodologia Lean Startup ha la meglio sulla “vecchia scuola”.

1. Lean Startup un approccio che deve essere sempre agile (e rischioso!)

La filosofia alla base della Lean Startup aiuta le aziende ad adattarsi a un mercato, a farlo velocemente e il più spesso possibile. Le persone che lavorano con questo mindset (costruisci> misura> impara) guardano al proprio prodotto ma imparano ad analizzare il processo senza fare supposizioni sull’obiettivo da raggiungere. Un certo Mark Zuckerberg, a un certo punto della sua storia in Facebook, azienda che ha avuto nel suo passato molte caratteristiche di una startup snella, pare abbia detto: “Il rischio più grande è non correre alcun rischio”.

Lean Startup batte “vecchia scuola” 6-0
(Fonte Valori che hanno decretato il successo di una strategia B2B, anche durante la pandemia COVID-19 da marketingCharts.com)

Lean è una metodologia applicata alla gestione del business combinata con alcuni principi agili di conseguimento degli obiettivi. Opera su compiti progressivamente più rischiosi e li suddivide in parti piccole per minimizzare l’impatto sull’impresa. Ecco, perché grandi gruppi e persino industrie fortemente regolamentate stanno pensando di sperimentarlo. 

Avere un pensiero snello significa anche cercare di farsi contaminare da una disciplina nuova per aprirsi all’innovazione. Per averla è necessario porsi delle domande. Dopo tante esperienze con startup e aziende in vari settori merceologici WWG vorrebbe spostare la questione su una in particolare.

Prima di pensare al tuo MVP, metti in discussione il significato di “fattibile”: cosa è davvero fattibile per la tua azienda? Pensare in termini di fattibilità significa risolvere dal basso quanto deve essere minimo il tuo prodotto iniziale, quanto deve essere agile il processo che lo porterà ai tuoi primi clienti. Perché capirai che modo raggiungerai l’obiettivo che ti sei posto. 

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Lean Startup ti permette di lavorare su quello che è realmente possibile realizzare nella tua organizzazione. Bella scoperta! In tante aziende “tradizionali” si direbbe: tutto quello che entra a far parte di un contesto professionale porta con sé un costo. Dipende solo da quest’ultimo il dimensionamento più efficiente. Vero, ma come fare per evitare gli sprechi, i colli di bottiglia, la scarsa motivazione, l’assegnazione di responsabilità e l’analisi della attività?

In effetti, il metodo lean è un must, per le startup, ma offre un set di regole che funzionano dopo aver costruito una cultura aziendale e una generale apertura ai cambiamenti. Lean Startup è un modo per mettere a frutto l’inventiva di ogni azienda. Inventiva che è di tutte le persone che ci lavorano. Il cosiddetto “just in time” di ogni gruppo professionale che si rispetti è il momento in cui si prende consapevolezza del modo di stare sul mercato e recepire le sue fluttuazioni. “Che ci faccio io qui?”, diceva Bruce Chatwin in un memorabile libro di viaggio. “Per lo stipendio”, direbbe qualche manager old style. 

L’approccio lean, invece, consiglia una certa sobrietà, umiltà, equilibrio e forse rimanda persino a un certo minimalismo da tenere in considerazione nelle scelte aziendali. Ecco perché ha senso coinvolgere società di sviluppo software nella fase di pianificazione di un nuovo progetto. Averli a disposizione nelle fasi preliminari vuol dire avere un approccio logico. Confrontarsi con questi “leader della creazione del valore” vuol dire garantirsi, anche se fatto di piccoli passi, un processo di miglioramento continuo.

2. Lean, significato, approccio scientifico, ideologia ed euristica

Lean Startup fornisce un approccio rigoroso alla creazione e alla gestione di startup e porta più velocemente il prodotto desiderato nelle mani dei clienti. Il ciclo di feedback di costruzione, misurazione e apprendimento ha aiutato molte startup a sopravvivere.

Due elementi, tuttavia, dovrebbero fare gola anche a tutte le altre organizzazioni aziendali:

  • Il numero di esperimenti per unità di tempo
  • Il numero di esperimenti per costo unitario.

Entrambi sono importanti per i cicli di crescita di ogni azienda. Peccato per chi fa notare solo i costi di un nuovo processo! In assenza di dati certi, si consiglia soltanto frugalità. Eppure, per quanto tu stia vivendo un confronto duro e competitivo con il mercato non dovresti sottovalutare il valore della sperimentazione. 

WWG normalmente offre soluzioni per gestire questa prevedibile resistenza al cambiamento lavorando al fianco dei gruppi di lavoro. Anche quelli che non hanno mai sentito parlare di eccellenza operativa. Lavora normalmente sulla possibilità di creare il giusto ambiente aziendale che favorisca la crescita e si fidi delle sperimentazioni.

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Queste ultime partono dall’utilizzo del lean canvas model per capire in breve tempo se l’idea alla base della propria startup ha tutte le carte in regola per funzionare. Ecco cosa è capace di registrare il lean canvas model, evoluzione del precedente Business Model Canvas se compilato attraverso il giusto set di domande:

1) Il problema

Hai trovato una difficoltà che deve essere affrontata? Se non riesci a trovare un problema come puoi identificare una soluzione?

2) La soluzione

Perché la tua soluzione è la migliore? Lo è?

3) Le metriche

Registrando quali dati capirai il successo o il fallimento del tuo progetto?

4) Il vantaggio competitivo

Su quale elemento puoi fare leva?

5) Proposta di valore (unica)

Perché sceglieranno proprio te?

6) Segmenti di mercato

Chi è alla ricerca di una soluzione a un problema e magari è disposto a testarla prima di altri? C’è una nicchia di early adopter?

7) Guadagni

Quanto sono disposti a spendere per testare e adottare la tua soluzione?

8) Canali

Come hai pensato di contattare i tuoi potenziali clienti?

9) Struttura dei costi

Quali sono le voci che incidono di più sulla lista dei tuoi costi?

Chi si pone queste domande guarda al futuro. E’ una questione di domande giuste. Grazie a queste giovani hacker sono stati in grado di costruire organizzazioni di grandi dimensioni partendo da garage o dormitori. Perché al centro della loro crescita hanno messo un pensiero talmente snello da adattarsi al cambiamento intorno a loro ed essere di ispirazione per altri. 

Vai alla pagina “MVP STARTUP”

La sperimentazione deve essere una costante di ogni routine lavorativa. Non una tantum. Per chi si occupa di digitale, di innovazione, ma in generale per chi fa impresa quello della sperimentazione è un momento chiave che non va sottovalutato.

Il momento migliore per sperimentare è quando le cose vanno bene, si hanno budget dedicati e il tempo per attendere e valutare i risultati. Per le startup, invece, la sperimentazione deve essere una costante. Servono molte idee sbagliate idee per attirare quelle poche giuste.

3. Lean, significato e svantaggi della metodologia. Ce ne sono?

E’ il caso di essere preparati per la sconfitta. Non tutti sono abituati a parlare in questi termini dei propri errori. Per le startup, viceversa, gli errori sono utilissimi. In effetti, senza la possibilità di sbagliare ad ogni passo non potrebbe esserci nessuna crescita. Ma per quale motivo dovrebbe evolvere o cambiare un’azienda che serve il proprio cliente da decenni? Sbaglia chi ha un pensiero di questo tipo.

Il COVID, in effetti, ha insegnato la sconfitta non solo ai piccoli. Bisogna fare pratica con le procedure di crisi. Forse dovremmo un po’ tutti testare la possibilità di servire i clienti in maniera nuova e senza spendere di più del solito.

Lean Startup batte “vecchia scuola” 6-0
(Fonte Osservatorio B2c del Politecnico di Milano presentazione durante l’evento NETCOMM FORUM LIVE)

Ecco come si affronta un problema di questo tipo in un’ottica di miglioramento continuo e soluzione continua a problemi concreti:

  • Il problema
  • La soluzione
  • Il miglioramento

Tutto ciò che è metodo lean è incentrato sui modi di pensare e ripensare un’azienda, i suoi clienti e la crescita sostenibile. Ribalta molte vecchie verità nelle teste di dirigenti che non hanno mai sentito parlare di manifesto Agile o metodo Kanban. Senza dubbio, introduce un nuovo modo di pensare. Lean Startup può portarti al successo solo se non sacrifichi gli asset più importanti che hai, mantieni il tuo istinto, una forte determinazione per il cambiamento e la connessione con i tuoi clienti.

4. Start up, significato nuovo grazie ai tre step del metodo Lean Startup

Che significato attribuire al pensiero lean se messo in relazione con la creazione di nuove startup. Nel dettaglio a questi step:

Build:

Ogni startup inizia il suo sviluppo identificando un problema e poi costruendo una soluzione. Dopo questa fase, il passaggio successivo è creare un prodotto minimo vitale (MVP). L’MVP è una versione del tuo prodotto che ha le caratteristiche chiave di cui la tua azienda ha bisogno per risolvere il problema. Per ogni nuova funzionalità che crei e includi dovresti pensare a come vuoi che il tuo prodotto ideale si rapporti ai tuoi clienti.

Misura:

Dopo che il tuo MVP è vivo e vegeto con i tuoi primi utenti, devi assicurarti che la tua azienda disponga di un framework per ottenere dati su ciascuna delle funzionalità a disposizione. Ciò che usi per misurare il tuo successo o i tuoi fallimenti sarà fondamentale per raggiungere il tuo obiettivo finale. Dopo la misurazione puoi quindi modificare il tuo MVP alla luce di come i tuoi clienti hanno interagito.

Impara:

Dopo aver ricevuto i dati che hai acquisito dal framework lean, sarai in grado di convalidare il tuo apprendimento. Questo ti aiuterà a comprendere il tuo MVP e la tua attività in modo obiettivo, ottenendo al contempo una visione senza pari di ciò che pensano i tuoi clienti. Saprai spiegare (anche al marketing!) perché alcune aree della tua attività potrebbero essere più performanti. Dopodiché torni alla tua fase di costruzione, modificando le funzionalità alla luce di ciò che hai imparato. Misuri e impari di nuovo.

Lean Startup batte “vecchia scuola” 6-0
(FONTE “The Lean Startup”, Eric Ries)

Come i tre moschettieri, in realtà, gli step… sono quattro! E rappresentano un ciclo a cui possiamo dare il nome PDCA (Plan–Do–Check–Act). Si tratta di un processo circolare sperimentato dalle aziende giapponesi a partire dagli anni ‘50, una volta applicate le correzioni si ricomincia a pianificare. Poi per aiutare il cambiamento non ci si ferma mai col processo.

5. I principi Lean Startup al lavoro

Se riesci a raggiungere i tuoi obiettivi, hai un’azienda eccezionale, snella, sicuramente più strutturata per vivere una crescita rispetto a molte aziende con capitalizzazioni di mercato più elevate ma che forniscono prodotti che probabilmente peggiorano la situazione dei clienti. Ecco i principi espressamente teorizzati da Eric Reis per la creazione di Startup:

  • Gli imprenditori sono ovunque
  • Imprenditorialità vuol dire gestione (flessibile)
  • Costruisci-misura-impara
  • Apprendimento convalidato
  • Contabilità dell’innovazione

DropBox, AirBnB, Twitter, Yelp, YouTube, Digg se non sono state proprio startup sono state società snelle a tutti gli effetti. Hanno adottato un approccio lean graduale e iterativo con i clienti chiave e hanno saputo costruirsi nel tempo senza dimenticare la logica “meglio di ieri, meno bene di domani”. Questa, sembra proprio l’invenzione dell’acqua tiepida! Se non hai un’azienda capace di strutturarsi hai bisogno di acquisire risorse non certo di una filosofia che viene dal Giappone. Tuttavia, un dato dovrebbe far riflettere sull’utilità dei principi lean: il tasso di successo di aziende che hanno raccolto round di investimenti senza aver testato il proprio prodotto o servizio sul mercato è decisamente minore.  

Oggi, chi ha avuto un’idea nel cuore della notte, o il manager che esce da una grande azienda, è il caso che abbia un flusso continuo di feedback durante il processo di sviluppo del prodotto, per garantirsi un apprendimento costante e verificare ogni singola ipotesi. La metodologia Lean Startup ha l’obiettivo di attuare un processo e un approccio all’imprenditorialità basati sui dati, e applica principi di lean methodology per sostenerlo. 

Le startup si qualificano per l’utilizzo di metodologie snelle che spesso guida sistematicamente anche la talent acquisition. Prima di dare meriti o difetti all’ideologia lean chiediti: hai fatto tutto il possibile per avere le persone migliori nel nostro team?

Group 384 Lean Startup batte la "vecchia scuola" 6-0

Oggi, chi ha avuto un’idea nel cuore della notte, o il manager che esce da una grande azienda, è il caso che abbia un flusso continuo di feedback durante il processo di sviluppo del prodotto, per garantirsi un apprendimento costante e verificare ogni singola ipotesi. La metodologia Lean Startup ha l’obiettivo di attuare un processo e un approccio all’imprenditorialità basati sui dati, e applica principi di lean methodology per sostenerlo. 

Le startup si qualificano per l’utilizzo di metodologie snelle che spesso guida sistematicamente anche la talent acquisition. Prima di dare meriti o difetti all’ideologia lean chiediti: hai fatto tutto il possibile per avere le persone migliori nel nostro team?

6. Le idee “lean” contro le buone e vecchie idee (segrete) di una volta

Uno dei più grandi inganni a proposito della creatività è che sia un dono ricevuto magicamente da qualcuno o scatenato misteriosamente da qualcosa. In realtà la metodologia lean può essere vista come una guida credibile per stimolare idee innovative. Focalizzandosi sui problemi, in prima battuta si avrà la sensazione di pensare in maniera controintuitiva, ma in realtà sarà affascinante portarle ai primi utenti e notare come degli sconosciuti riescono a risolvere un problema concreto.  Ecco come si consigliava di fare ricerca e sviluppo fino a quando Eric Ries dal suo blog a partire dal 2008 ha cominciato a scrivere di “The Lean Startup”.

  • Mantieni la tua idea segreta e lavora in silenzio per molto tempo fino a quando non avrai un vantaggio significativo sul mercato
  • Mostra la tua soluzione solo ai confidenti o a chi fai firmare un NDA
  • Non bruciarti la tua idea se non sei in possesso di un business model dettagliato
  • Costruisci funzionalità minori per perfezionare sempre di più il prodotto o servizio che hai in mente
  • Se non hai idee nuove clona quelle alla base di startup o aziende già esistenti
  • Più porti a termine lo stesso identico processo, più lo fai tuo e progredisci in quello che sai fare
  • Una volta messa a punto il tuo ​​prodotto e lanciato sul mercato dedica del tempo all’analisi e ai rapporti
I processi lean stanno guadagnando popolarità e interesse, perché le persone che non si sono mai sentite “creative” stanno cominciando a sentirsi al centro di qualcosa di nuovo. Usato con un po’ di equilibrio e intelligenza il framework può essere un manuale operativo per trasformare un’idea in valore.  A dire la verità diresti a qualcuno che intraprende un viaggio lungo, difficile che in molti sconsigliano di ridurre il più possibile i rischi? Suggeriresti a chi ha già fatto le valigie se ha dimenticato qualcosa? Faresti giusto un paio di domande se ti sembra abbastanza leggero il trasporto dei bagagli? Certo che le faresti. In effetti, la metodologia startup è la migliore soluzione per affrontare problemi reali e di mutamento del contesto. Una serie di strumenti che facilitano l’imprenditorialità e che smetteranno di funzionare solo giorno che si faranno affari solo ed esclusivamente utilizzando questa metodologia.     La Lean Startup morirà solo quando i suoi principi saranno così sfruttati nel modo in cui facciamo affari che smetteremo di usare quel termine.
Lean Startup batte “vecchia scuola” 6-0
(Metcalfe’s Law per risolvere la complessità dei piccoli team da Corporate Rebels)

Quanto è davvero lean la tua azienda?

A meno che tu non sia scopiazzando un’attività in un altro paese o di un’altra industry pensando in modo lean andrai alla ricerca di un modello di business ripetibile e scalabile. Gran parte del lavoro da fare sulla scoperta del cliente e sul modello di business spetta a te. Grazie all’aiuto di chi si occupa di digitale potrai uscire dall’edificio senza viaggiare e perdere tempo. Ottenere le prime informazioni sui potenziali clienti anche per prodotti di mercato di nicchia o in segmenti di difficile accesso sarà possibile. L’esercizio di analisi dei comportamenti di acquisto sarà il primo dei tanti test che dovrai effettuare. Ma di test in test passerai da un’ipotesi all’altra e finalmente al modello di business ideale.

Vai alla pagina “PRODUCT DESIGN”

Il metodo si sta evolvendo man mano che viene adattato, gli elementi fondamentali, tuttavia, rimangono gli stessi. Lo stesso Peter Thiel nel libro “Da zero a uno” classifica le startup in maniera davvero schematica individuando: 

Le aziende che sono da zero a uno

Le aziende che cercano di inventare un nuovo prodotto dirompente, un nuovo mercato.

Le aziende che sono da uno a enne

Le aziende che cercano di implementare qualcosa di già sperimentato o che i clienti sanno di dover utilizzare.

Quindi l’esigenza di essere snelli è direttamente proporzionale alla concorrenza che si ha nel proprio mercato e man mano che tale concorrenza diventerà più intensa inevitabile convergere automaticamente verso soluzioni sempre più snelle. Si farà così o si perderanno enormi quantità di denaro. I soldi interessano ancora alla vecchia scuola?

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Luigi Boschin, CEO / Liquid Vineyards

“Abbiamo scelto di affidarci a WWG per le competenze, i requisiti tecnici e la capacità di analisi del suo team: grande professionalità, conoscenze tecniche impiegate e rapidità di risoluzione delle problematiche.”

Luca Gargantini, Digital Manager / Manifattura Mario Colombo

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