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5 COSE CHE NON SAI DI UN (BUON!) MVP

Investire in una nuova idea, fondare una startup, portare innovazione in azienda… hai mai sentito parlare del minimum viable product?

La storia del MVP

Esistono molte definizioni di MVP. Tante quante sono le aziende che decidono di sperimentare e aprirsi a percorsi di continuous improvement. Cos’è un MVP? Il numero di risposte alla domanda è pari al numero di gruppi di lavoro che scelgono di lanciare sul mercato nuovi prodotti o servizi in maniera creativa utilizzando questa metodologia. Teoria poco prescrittiva e agile per la soluzione di problemi complessi, ad essere sinceri. In effetti, i significati che gli si attribuiscono. MVP acronimo è variabile. A seconda di come lo si progetta, si realizza e si utilizza.

Una cosa è certa, in “The lean startup” di Eric Ries già citato nel blog di WWGviene fornita una definizione di MVP da cui partire, ma nel rispetto di una certa flessibilità è giusto considerarlo un framework “leggero”. Anche per questo è particolarmente indicato per le startup come per le aziende consolidate e persino per gli aspiranti investitori. Avere un minimum viable product serve per sviluppare una certa capacità di adattamento. Capacità che aiuta, prevedibilmente, in contesti anche molto diversi tra loro.

MVP, sempre dai primi post del blog di Eric Ries poi raccolti in libro, viene definito come “versione del prodotto finale”. Non è detto sia il prodotto finale! Anche se in ogni caso permette di collezionare la maggior parte delle informazioni con il minimo sforzo.

1. Cos’è (davvero) un MVP?

MVP rimanda soprattutto allo slancio verso una nuova avventura. Per alcuni, iniziare a ragionare in termini di minimum viable product vuol dire vivere un autentico nuovo inizio, un momento in cui la propria carriera si reinventa, una nuova avventura professionale parte e un sogno può diventare realtà. 

Si può avviare un’impresa mentre si lavora a tempo pieno per un gruppo più grande, mentre si ha un contratto a tempo indeterminato e si ha qualche certezza in più sul proprio futuro. Tuttavia, quando la grande sfida si pone davanti, si può accettare seriamente come richiede ogni nuovo progetto imprenditoriale solo se si è disposti a investire tempo e risorse in qualcosa che sta nascendo da zero. MVP, in questo senso, significa soprattutto cogliere al volo un’opportunità in modo da mitigarne tutti i rischi e imparare

Secondo molti esperti in minimum viable product la sigla dovrebbe essere leggermente modificata in Market Viable Product (prodotto funzionante sul mercato) invece di prodotto Minimum Viable Product (versione iniziale del prodotto). A costo di avere un prodotto anche solo minimamente redditizio, questo il consiglio di chi ci è passato, è meglio avere un prodotto che potrebbe già stare sul mercato e ben comportarsi nel confronto con tutti gli altri. Sì, perché stare sul mercato, per usare un eufemismo, è una sfida continua. Serve un piano in ogni minuto. 

Ecco le cinque fasi di un minimum viable product MVP “resistente”:

1.Idea e ricerca

Un’idea basata sulla ricerca dovrebbe essere sviluppata in base agli usi e le esigenze che riesce a soddisfare

2. Progettazione incentrata sull’utente

Il design del prodotto dovrebbe essere fatto in base alla prospettiva dell’utente e a ciò che gli utenti stanno realmente cercando in termini di vantaggi, servizio, facilità d’uso, ecc.

3. Numero di caratteristiche

Ci possono essere molte funzionalità attivabili nel tuo prodotto, ma in MVP servono bisogno solo quelle con la massima priorità. Cioè quelle in grado di soddisfare gli utenti iniziali e che hanno la possibilità di evolvere, migliorare, progredire nel futuro

4. Creazione del prodotto

Tieni presente che, sebbene sia un minimum viable product , la qualità dovrebbe corrispondere alle esigenze degli utenti. Dovrebbe fornire loro valore

5. Validare e implementare

Raccogli feedback e apporta i miglioramenti necessari al prodotto per fidelizzare gli utenti e attirarne di nuovi con un prodotto ottimizzato

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(Gli Scrum Values dal sito web di Gunhter Verheyen)

2. MVP significato e strategia

Farsi molte domande è il primo passo per per spostare l’attenzione dal “successo”, che obiettivamente all’inizio è molto lontano, a obiettivi più piccoli e a portata di mano. Un prodotto minimo, un sito web di prova, una landing page o una demo, insomma il tuo MVP, ti permetterà di sondare il mercato, esplorare nuove opportunità di business, capire dove ci sono incertezze. Solo queste ultime potranno risolversi in azioni future per andare avanti. Un buon MVP ti permetterà di cambiare rotta e rimettere tutto in discussione. Ti sei mai chiesto se…

  • La tua idea richiede lavoro di squadra?
  • Ci sono rischi finanziari?
  • Quali figure professionali hai bisogno?
  • Quante ore uomo per ognuna?

Raffaele Gaito, uno dei massimi esperti italiani di Growth Hacking ha individuato 9 aree tematiche in cui farsi questo tipo di domande utili.

Ecco le tipologie di interrogativi per ottenere business idea esempi:

  • Valutare nuove opportunità 
  • Conoscere lo scenario in cui ti muovi 
  • Proposta di valore 
  • Prendere decisioni
  • Essere creativi 
  • Analizzare il business 
  • Innovazione e cambiamento
  • I clienti
  • Successo lavorativo

Tante aziende leader di settore sono partite da qualcuno che ha pensato bene di passare dei fine settimana in cantina. Molti gruppi che sono oggi strutturati sono il risultato di un buon numero di notti trascorse in garage. Tu hai bisogno di un minimum viable product MVP perché è bene sapere che molte famiglie vengono distrutte senza un sistema. Proteggi le tue priorità proprio pensando a come averne uno. Il prodotto minimo sarà il primo atto del tuo nuovo piano.

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(The Top 20 Reasons Startups Fail da cbinsights)

3. MVP significa iniziare in piccolo

Le cose più durature cominciano piccole, ma già all’inizio hanno dentro in sè tutto ciò che serve. Fidati di chi sul mercato utilizza normalmente questo approccio all’innovazione. In questo senso le software house hanno un vantaggio competitivo che proviene dal pensiero snello e la metodologia agile. Affrontare i problemi complessi è esattamente la sfida alla base della creazione di nuovo software. WWG e le altre migliori aziende di sviluppo possono guidarti in questa strategia perché è il solo modo strutturato di lanciare nuovi prodotti che mettono in atto.

Per non far morire la tua nuova startup o in generale la tua idea scegli di gestire i tuoi nuovi processi in tandem con le aspettative dei tuoi primi clienti. La definizione delle funzionalità necessarie sarà il risultato di ciò che gradualmente mostrerai ai tuoi primi utenti. Questi ultimi si iscriveranno al tuo sito web, la tua landing page, il tuo software, la tua app, il tuo e-commerce o in qualche altro modo mostreranno un interessamento alle funzioni che hai ipotizzato. L’elenco dei requisiti su cui dovrai lavorare e far lavorare i tuoi sviluppatori dovrebbe derivare dall’analisi di questo feedback. Se ti concentri su questo, hai una maggiore possibilità di successo.

Finanziare una roadmap guidata dal tuo MVP diventerà la tua sfida dopo gli inizi. Business idea esempi. Queste sono le tappe di un processo che è soprattutto creativo.  Questo modo di lavorare secondo miglioramenti progressivi di una soluzione iniziale si basa sul paradigma Build, Measure, Learn

4. MVP per migliorare sempre

L’ MVP è il primo stadio di un processo che è estremamente importante nel campo della gestione di un prodotto o servizio. Quando lavorerai in ambienti snelli o ibridi, sentirai spesso parlare di Minimum Viable Product (MVP). La metodologia è davvero funzionale se la si considera come un esercizio creativo costante per risolvere problemi interni ed esterni. L’ideale per una realtà lavorativa che ha la passione per l’ottimizzazione delle risorse a disposizione. 

Per semplificare ancora di più, MVP è una tecnica di sviluppo in cui un prototipo del prodotto viene sviluppato con caratteristiche di base sufficienti per soddisfare le esigenze dei primi utenti. Una volta che i Product Manager ricevono il feedback dagli utenti iniziali, possono testare davvero il set di funzionalità e avviare la versione completa del prodotto.

Il vantaggio degli MVP in termini di business idea esempi è che riduce i costi di progettazione, di produzione e il rischio di investimenti futuri legato all’opportunità che il prodotto non venga accettato sul mercato. Offre una rete di sicurezza a tutta la tua startup o la tua azienda se sei riuscito a fare accettare questa filosofia a partire dal tuo PM che grazie al sistema basato su un minimum viable product può essere certo di ciò di cui il prodotto su cui sta lavorando ha bisogno e se avrà un successo.

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(Immagine dal libro Delivering Happyness di Tony Hsie)

Un MVP ben congeniato dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:

  • Il prodotto iniziale dovrebbe avere un valore minimo, ma con caratteristiche che le persone sono disposte a utilizzare
  • Dovrebbe essere in grado di trattenere gli utenti perché attratti dai i suoi benefici (la cui massima parti si realizzeranno in futuro)
  • Il suo sviluppo o il suo miglioramento futuro dovrebbe essere basato sul feedback fornito dagli utenti
  • La fase di ipotesi e di validazione di un’idea dovrebbe avvenire con risorse minime
  • Accelerare l’apprendimento di chi è coinvolto nel processo
  • Ridurre le ore di sviluppo, progettazione e rilascio
  • Fare arrivare il prodotto ai primi clienti in un tempo piuttosto breve
  • Funzionare da base per altri prodotti che seguiranno il primo
  • Permettere di stabilire quali sono le capacità che ha un team nel pensare, realizzare e lanciare un prodotto
  • Fornire una rapida stima delle possibilità di un nuovo brand

5. Tipi di MVP

Quanto costa creare un minimum viable product, per esempio, per una startup? Il prezzo totale dipende da molti fattori:

  • Il numero di funzioni nel tuo prodotto
  • La complessità delle caratteristiche
  • Il team di sviluppo da coinvolgere (interno, outsourcing, libero professionista, agenzia…)

Ecco come WWG può aiutarti con il tuo primo MVP

Core Feature

WWG ti può suggerire come lavorare su una sola funzionalità a cui arriveremo insieme allineando tutto i team di lavoro al fine di capire se il problema da risolvere è rilevante, è sentito da tutti e se è possibile misurare con precisione la risposta del mercato alla soluzione offerta.

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Demo

Anche se il prodotto non esiste. WWG ti può aiutare a costruire una roadmap delle funzionalità che si potrebbero rilasciare e/o una descrizione della nuova soluzione da lanciare sul mercato nelle sue singole funzioni per capire se quest’ultimo ha una vera richiesta.

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Mago di Oz

Se vuoi testare un minimum viable product per validare la tua idea basandoti sulle apparenze, questo è il metodo che fa al caso tuo. In poche parole il lavoro dietro le quinte è completamente manuale per dare al cliente l’idea di cosa succederà quando tutto diventerà automatizzato.

Door Mobile App!

Concierge

MVP acronimo, ok. Il tuo servizio, tuttavia, può basarsi sul concierge è simile al Mago di Oz ma diverso per user experience. Anche in questo caso viene simulato un servizio automatico ma il cliente sa che sta interagendo con un umano o utilizzando strumenti digitali free.

COLMAR catalogo online B2B

Piecemeal

Se invece vuoi creare il prototipo del tuo prodotto senza però doverlo costruire da zero puoi usare un Minimum Viable Product Piecemeal. Per costruire il Minimum Viable Product puoi infatti usare dei tool che ti permettono di farlo senza avere competenze particolari e/o grossi investimenti.

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Crowdfunding e Pitch Deck

Arriviamo alla questione più spinosa: i fondi. Esistono piattaforme che ti permettono di validare il tuo MVP vendendo a un prezzo più basso di quello che forse un giorno sarà quello pubblico il tuo prodotto. Oppure puoi presentare la tua idea a potenziali investitori. 

Sei certo di volere cedere sin da ora la tua idea?

Vai alla pagina “MVP STARTUP”

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“WWG ha delle uniche capacità di comprensione ed esecuzione di tematiche complesse e innovative, ed è in grado di portare a compimento in tempi brevi e a prezzi competitivi lavori molto complessi.”

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“Abbiamo scelto di affidarci a WWG per le competenze, i requisiti tecnici e la capacità di analisi del suo team: grande professionalità, conoscenze tecniche impiegate e rapidità di risoluzione delle problematiche.”

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